Una piazza per Don Gibellato la Giunta Comunale delibera la nomina

Salussola 01/08/2005 – La Giunta Comunale nella sua ultima riunione prima della pausa estiva e, visto il parere favorevole del Consiglio Comunale che lo aveva votato mesi fa, ha deliberato di intitolare la piazza antistante la chiesa frazionale di Arro a Don Umberto Gibellato, parroco di quella comunità per quarantadue anni e sepolto in quel cimitero. Umberto Gibellato nasce a Santa Giustina in Colle (Padova) il 19 giugno 1912 da Antonio e da Matilde Franchin. Studia presso i Missionari Salesiani e poi presso il Seminario Diocesano di Biella, dove compiuti gli studi teologici, viene ordinato sacerdote il 30 maggio 1942 dal Vescovo Monsignor Carlo Rossi. Il suo primo incarico fu quello di vice parroco di San Biagio, parrocchia della città di Biella, ma nello stesso anno parte per svolgere il servizio di cappellano militare. Al termine della guerra, nel 1946, viene nominato vice parroco di Coggiola e nel 1947 vice parroco di Zubiena. il 3 novembre del 1949 sale a Bagneri, parrocchia del Comune di Muzzano, quale parroco e maestro, e qui vi rimane per sette anni. Con Decreto Vescovile del 16 luglio 1956 è trasferito ad Arro, parrocchia del Comune di Salussola, in sostituzione di Don Giuseppe Gozzi, dove prende possesso parrocchiale il 19 agosto. Nel 1987 assume la responsabilità della rettoria di San Damiano, parrocchia del Comune di Carisio. Dopo quarantadue anni, il 19 marzo 1998, per motivi di salute lascia la conduzione della parrocchia di Arro al parroco di Salussola don Gianni Pedrolini, e viene ospitato presso l’Opera Sacerdoti Invalidi di Biella. Don Gibellato trascorre qui, nella preghiera e nella sofferenza, gli ultimi anni della sua esistenza; muore il 12 febbraio 2004. Sono numerose le comunità Biellesi che hanno potuto usufruire del suo ministero sacerdotale, durato sessantadue anni ma è la parrocchia di Arro quella a cui egli donò la gran parte della sua esistenza e del suo impegno. Arro continuava ad essere nella sua mente e nel suo cuore; la sua paternità sacerdotale lo spingeva a desiderare di recarsi laggiù, tra la sua gente, finché gli fu possibile e a soffrire e a offrire per il loro bene. E proprio nel piccolo cimitero di Arro che egli è sepolto dal 13 febbraio 2004. I quarantadue anni che ha trascorso ad Arro sono stati un momento importante per tutta la popolazione. Un sacerdote che si dedica ad una parrocchia, qualunque sia il sacerdote e qualunque sia la comunità, compie un servizio unico e fruttuoso che nessun altra persona potrà svolgere. Don Gibellato, di carattere schivo e riservato, si è interessato dell’istruzione di molti ad Arro. Ha curato le relazioni umane, la famiglia, gli anziani, i poveri. La sua vita personale l’ha trascorsa nell’assidua preghiera per i suoi parrocchiani e non ha mai voluto nulla per sé, ma tutto per i poveri, per la chiesa, per le missioni. La sua casa è esempio di una vita austera, alla ricerca di ciò che solo è utile ed indispensabile. Per la gente, l’esempio è stato più valido di molte parole. La stessa gente che oggi lo ricorda e lo ringrazia anche di aver incentivato l’autonomia dell’associazionismo cattolico che ancora caratterizza Arro.

claudio circolari

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