La parrocchia sostiene nei studi di seminario uno studente di Betlemme

Carissimi, ecco a voi il volto del seminarista Salomone che nella mail mi ha scritto la sua vita e che ci siamo impegnati a sostenere come parrocchie nei suoi studi di seminario. In Terra Santa non c’è un clima di pace e serenità piena. I seminaristi del Patriarcato cattolico studiano a Betlemme e non mancano certamente le difficoltà. In questo tempo di quaresima preghiamo per questo carissimo giovane che dalle parole che leggerete è pieno di Spirito e di desiderio di servire la Chiesa. [don lodovico debernardi/parroco/salussola]

“Noi, cristiani di Terra Santa, siamo sempre felici, nonostante l´occupazione e la discriminazione quotidiana che affrontiamo ogni giorno. Sentiamo anche che non siamo soli in questa battaglia di sofferenza nella Terra Santa, ma siamo associati a tutto il resto dei cristiani in tutto il mondo. Inoltre, un numero grande dei cristiani, da tutti i parti del mondo, sono convinti che non siamo qui per caso, o per la nostra scelta, ma noi li rappresentiamo nei luoghi dove Gesù è nato, vissuto, morto e risorto dai morti. Per questo, loro ci condividono in questa responsabilità per continuare il messaggio di Gesù, il messaggio della vita e della pace. Certo, questo messaggio è nato Qui e sarà continuato per essere proclamato a tutto il mondo nonostante le barriere e le difficoltà. Doppiamo ricordare ciò che Gesù Cristo ha ditto: `Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi, siate dunque prudenti come i serpenti semplici come le colombe´ ( Mt 10: 16 ).  

 Mi chiamo Sleiman HASSAN (Salomone )  come il nome del Salomone il Re. Sono un seminarista nel secondo anno di teologia, ho 24 anni. Sono Giordano e ho una bella famiglia, di due fratelle e una sorella che ha 3 anni adesso. Sono il fratello maggiore per loro. Sono entrato nel seminario minore, quando avevo 16 anni. A causa del brutto tempo che ho passato nel  `Intifada´ nel 2003 ho lasciato il seminario per due anni affinché l´aria si calmasse e per finire i miei studi secondari  in Giordania. Dopo tutto questo, ho raggiunto i miei amici di scuola nel seminario maggiore. Era veramente una cosa difficile per me di lasciare dietro di me il mio paese, la mia famiglia e l´università… etc. e per poi andare a un luogo nuovo dove io debbo essere responsabile a me stesso e non contare all´aiuto dei miei. Certo, era un tempo per crescere e per mettere la mia fiducia di più nel Signore e nella Sua grazia. Quando tornai nella mia parrocchia, sempre ero un ragazzo ordinato, vado regolarmente alla Chiesa ogni domenica per servire la Santa Messa. Non avevo nessuna intenzione speciale, ma un grande amore per la grazia di Dio  che cresceva nel mio cuore verso Dio e verso la mia Madre Chiesa. Il mio esempio era un grande sacerdote, era per me l´immagine di ciò che volevo di essere, questo era lo zio del mio papà. Questo esempio ha suscitato in me il desiderio per essere un testimone di una cosa nuova e unica, di un qualcosa che il mondo non vuol sapere o ignora o la considera come un elemento inadeguato in questo mondo che si basa sulle cose industriali; cioè di essere un discepolo reale per una persona che ha il nome Gesù Cristo. Lui è l´unica persona che ci ama di più che noi stessi. Lui mostrato e confermato il Suo amore tramite l´accetto libero di morire, appeso sulla croce al nostro posto, per salvarci e rimettere i nostri peccati

 Alla fine, vorrei ringraziarvi per le tue intenzioni particolari e buone verso il seminario, verso i seminaristi e per essere una parte durante il mio cammino verso il sacerdozio. Voi sarete ricordati sempre nel mio cuore e nelle preghiere.

Perdonatemi perché parlo poco l´italiano. Io parlo bene il francese e l´inglese. In questo periodo sto studiando la lingua italiana. Spero di imparare di più la lingua.

Pregate per me!    Tuo Sleiman HASSAN

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