Con gran concorso di gente ieri alla celebrazione della ricorrenza dell’eccidio avvenuto nel 1945

Salussola 7 marzo 2011 – Con gran concorso di gente ieri alla celebrazione della ricorrenza dell’eccidio avvenuto nel 1945. Ieri era una bella giornata di quasi primavera, tiepida a momenti calda, e molte genti son salite fin quassù sul Monte ” Asolate ” da ogni parte della provincia e chi da fuori, per ricordare il tragico episodio accaduto sul finire della guerra, tra l’8 e il 9 marzo 1945. 20 giovani poco più che ventenni, appartenenti a una divisione partigiana, erano pochi quelli con qualche anno in più, furono catturati dalle truppe di occupazione in ritirata verso la Germania, rinchiusi nell’ufficio politico del P.N.F. di Salussola, torturati durante la notte dell’8 marzo, e all’alba del 9 marzo fucilati. Erano in vero 21, uno di loro, probabilmente eludendo il controllo, poco prima di essere fucilato, rotolò verso il torrente sottostante e si salvò. Sono passati 66 anni da quei fatti, e il ricordo tarda a venir meno, difatto molte genti partecipano attraverso i loro rappresentati eletti, che qui con gonfaloni e fascia tricolore, portano la solidarietà e il ricordo dei cittadini che rappresentano. Quest’anno, per la prima volta si è aggiunto alla cerimonia il sindaco di Isnello, un lontano paese delle Madonie, tra Palermo e Cefalù, dove nel 1921 nacque Giovanni Ortoleva, uno 20 giovani uccisi. Da allora le spoglie mortali di Ortoleva riposano in un paese della Valsessera, nel cimitero di Crevacuore, ma ben presto saranno riesumate e traslate nel paese natio. La cronaca della giornata è iniziata con il ritrovo delle autorità civili e militari, delle associazioni e della gente comune, nel piazzale davanti al Palazzo Comunale, attiguo ai luoghi dove avennero i fatti. Da subito i saluti del presidente della sezione locale A.N.C.R. e A.N.P.I. signor Sereno Bande, un tenace novantenne, un pezzo di storia, e poi l’alzabandiera all’intonazione di Fratelli d’Italia, l’inno che accomuna tutte le fedi politiche e religiose; omaggio floreale sul luogo dove avvennero le torture, e poi in chiesa per la Santa Messa. C’erano molte autorità, il Questore di Biella, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Biella, il Comandante dei Carabinieri di Salussola, un Vice Prefetto di Biella, il Presidente della Provincia di Biella e il Senatore eletto nel collegio locale. La Santa Messa, per i vivi e per i morti, è stata celebrata dal parroco don Lodovico De Bernardi; il Vescovo di Biella non è potuto essere presente per precedenti impegni. Appena dopo la benedizione delle corone d’alloro, i ragazzi più grandi delle scuole del paese, si sono cimentati, chi in voce e chi con la chitarra, in canzoni e lodi alla Patria. Formatosi il corteo, è proseguito per le vie del borgo, la Banda Musicale di Salussola, sempre attenta e presente, l’ha guidato fino al monumento dalla colonna mozza, che rappresenta la vita mozzata di questi giovani. La cerimonia è qui proseguita con l’amaggio del sindaco di Salussola Carlo Cabrio, con una corona d’alloro depositata alla colonna, e ancora i bambini, dai più piccoli ai più grandi, dalla scuola materna alle medie, hanno letto poesie, canzoni e situazioni di fatti,  perchè mai più guerra sia. Le orazioni ufficiali sono state tenute dal sindaco Carlo Cabrio, dal presidente dell’ANPI provinciale di ci sfugge il nome, dal Presidente della Provincia di Biella On. Roberto Simonetti ed infine dal Senatore della Repubblica Gilberto Pichetto Fratin.

[cir.cla./salussola]

 

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