L’azalea della ricerca è in vendita, per la festa della mamma, sotto il portico di san Nicola

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immagine d’archivio anno 2014
Salussola 6 maggio 2016 – L’azalea della ricerca è n vendita, per la festa della mamma, sotto il portico di san Nicola. Domenica mattina 8 maggio, festa della mamma, sotto il portico della chiesa di san Nicola da Tolentino in Piazza Cesare Nani, saranno in vendita le piante dell’azalea della ricerca. Il ricavato, come sempre, sarà devoluto all’Airc per la ricerca contro il cancro. La distribuzioe sarà gestita dai volontari di Salussola, e la pianta avrà un costo di euro 15.00.
” E‘ un’idea per la festa della mamma che può dare un contributo per la ricerca contro i tumori femminili.  Anche quest’anno l’azalea della Ricerca di AIRC, fiore simbolo della battaglia contro i tumori femminili, torna in 3.600 piazze per migliorare la qualità della vita delle pazienti. Ventimila distribuiranno 600 mila coloratissime piantine, a fronte di una donazione minima di 15 euro.

Ogni anno 63.000 casi. Oltre 63.000 donne ogni anno in Italia sono colpite da un tumore al seno o agli organi riproduttivi. Il cancro al seno pur essendo il più frequente, con circa 48.000 nuove diagnosi, è anche la patologia per la quale la ricerca ha ottenuto i migliori risultati, portando la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi dal 78 all’87 per cento solo negli ultimi due decenni. Un traguardo importante, ma ancora lontano dal 100%, soprattutto se si considera l’aumento dell’incidenza del tumore al seno nella fascia di età 30-40 anni: sono infatti circa 3.000 le giovani donne, ogni anno sottoposte a protocolli di cura per questo tumore, che potrebbero vedere compromessa la possibilità di avere dei figli al termine delle terapie.

Colpisce donne giovani. “Per una donna giovane ricevere una diagnosi di tumore è doppiamente angosciante, da un lato deve far fronte alla malattia, dall’altro vede all’improvviso cambiare il suo futuro perché le chemioterapie possono comprometterne la fertilità – spiega Lucia Del Mastro, Direttore dell’Unità Sviluppo Terapie Innovative al San Martino-Istituto Tumori di Genova – .La sperimentazione che abbiamo condotto dimostra però che è possibile proteggere la funzione ovarica dagli effetti tossici della chemioterapia, somministrando alle pazienti alcuni farmaci che mettono le ovaie ‘a riposo’ durante i trattamenti, in modo che queste non vengano danneggiate”.

Risultati positivi. Quali sono stati i risultati di questa cura? “I risultati ci confermano che le donne curate con il nostro protocollo hanno maggiori probabilità di recuperare la normale funzionalità delle ovaie, il ritorno delle mestruazioni si è verificato infatti nel 72,6% dei casi contro il 64% di quelle trattate con la sola chemioterapia. Si tratta di un traguardo importante per garantire alle giovani guarite la possibilità di diventare madri – conclude Del Mastro – perché curare le persone con il cancro non vuol dire curare solo il cancro, ma anche dare a chi è guarito le stesse possibilità e la stessa progettualità di chi di cancro non si è mai ammalato”.

redazione[at]salussola.net
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