” Migranti accanto alla Carrubi ” ?. Da un articolo de il Biellese di oggi 11 novembre 2106

Salussola – ” Migranti accanto alla Carrubi ” ?. Da un articolo del Biellese di oggi 11 novembre 2106. E’ una notizia che non avremmo mai voluto scrivere su queste pagine, pensando che il problema riguardasse altri e non noi, ma l’uscita di stamane sul giornale locale Il Biellese ci induce ad informare i Salussolesi di quello che potrebbe succedere in casa nostra. Noi non abbiamo mai copiato articoli di altri giornali, ma questa volta, vista l’importanza ci sentiamo il dovere di farlo, chiedo scusa al il Biellese e a Luisa Nuccio, che conosco.
Una cascina privata, abbandonata da tempo e spesso visitata dai cinghiali. Sarà oggetto oggi stesso di un sopralluogo da parte della cooperativa Nuova Vita, che sta cercando spazi in cui poter alloggiare i migranti. Proprio ieri mattina, il viceprefetto Patrizia Bianchetto ha comunicato al sindaco di Salussola Carlo Cabrio che sarebbe stato presto contattato dai gestori della cooperativa. E un’ora dopo così è avvenuto. – Non posso certo dire che sono contento – dichiara il primo cittadino. – Sono piuttosto preoccupato invece. Questo edificio abbandonato è adiacente alla cascina Carrubi, sede della comunità-alloggio dell’Anffas. E’ chiaro che la  mia prima e unica preoccupazione sarà quella di tutelare questa realtà protetta -. In un primo tempo, in paese si era addirittura sparsa la voce che fosse cascina Carrubi a ospitare i migranti. Ma la smentita arriva da Patrizia Bianchetto: – Non è così, non c’è nulla di vero. E non è neppure detto che gli intenti della cooperativa nuova Vita si trasformino in un progetto concreto. Inutile generare allarmismi -. Ivo Manavella, presidente della cooperativa sociale Integrazione Biellese che gestisce i centri Anffas, al momento non è preoccupato. – Io non ho preclusioni ne pregiudizi nei confronti di nessuno, tant’è vero che si era pensato di avviare un progetto con i ragazzi ospiti a Zimone perché potessero venire a lavorare qui in cascina, con i nostri ragazzi. E’ chiaro che la situazione cambia se un gruppo di persone, di culture e abitudini diverse, viene a vivere accanto ai nostri ragazzi. Che hanno uno stile di vita e delle esigenze ben precise e vanno tutelati sopra ogni cosa -. – Io non vedo di buon occhio un’eventuale convivenza – conclude Cabrio -. – E se potrò impedirla lo farò con tutte le forze -. Luisa Nuccio da il Biellese di venerdì 11 novembre 2016
11 novembre 2016 – redazione[at]salussola.net
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