Così era descritta Salussola nel 1848 dal Dizionario Geografico Storico Statistico Commerciale di S.M. il re di Sardegna

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Salussola 19 dicembre 2018 – Così era descritta Salussola nel 1848 dal Dizionario Geografico Storico Statistico Commerciale di S.M. il re di Sardegna. Salussola, Saluzzola (Saluciola), capoluogo di mandamento nella provincia e diocesi di Biella, divisione di Torino. Dipende dal senato di Piemonte, intendenza prefettura, ipot. di Biella, insin. di Cavaglià: ha un uffizio di posta. Sorge a scirocco di Biella, e a greco di Chivasso sulla destra sponda dell’Elvo. Gli sono unite tre frazioni, cioè quelle di Arro, di Vigelio, e s. Secondo. ll mandamento di Saluzzola confina verso borea con quelli di Candelo e Mongrando; ad ostro col territorio di Cavaglià; verso levante con parte di Candelo, e nel suo lato occidentale con la provincia d’lvrea. Salussola come capo di mandamento ha soggetti i comuni di Cerrione, Magnano, e Zimone. È distante sette miglia dal capoluogo di provincia. Gli riesce di non poco vantaggio il ritrovarsi sulla via provinciale, che si unisce alla R. strada in Cigliano. ll torrente Elvo è qui valicato da un ponte di cinque archi. Esso ha origine da fontane che scaturiscono superiormente a Sordevolo nell’alta montagna detta Mucrone, passa a Mongrando, ove riceve le acque del Viona e dell’Ingagna, interseca questo territorio, e al disotto di Magnonevolo si unisce all’Olobia, che proviene dai monti di Graglia. Le case ne sono poste in parte alle falde di feraci colline che si adergono ad occidente, e in parte sulla pendice delle medesime, ove rimangono ancora gli avanzi di due castelli anticamente molto bene fortificati. Il territorio confina con quello di Cerrione che giace a maestrale del villaggio di Salussola, e non è discosto da esso che un miglio ed un quarto. I due sopracennati torrenti non alimentano che pesci d’inferior qualità; ma contengono granelli d’oro, a raccogliere i quali si occupano varii terrazzani con loro notevole guadagno. Le campagne di questo comune forniscono in discreta quantità fromento, segale, gran turco, civaje, fieno, ed uve con cui si fanno vini assai generosi. I terreni vi si puonno a sufficienza irrigare dacchè nel 1655 la famiglia Avogadro, già feudataria di Cerrione, vendette al conte Salomone di Serravalle la facoltà di derivare da quel territorio un canale d’acqua dal torrente Elvo per condurlo su quello di Salussola. Così in questo paese, come nella vicina terra di Cerrione, per una mal intesa economia si vende il fieno e mantengonsi le bovine bestie con nutrizioni meno ad esse confacienti: ond’è che vanno soggette ad una particolar malattia per cui non poche periscono. Una catena di colline dipartendosi da Salussola, e prolungandosi verso ponente, va ad unirsi alla così detta Serra popolata di boschi, sopratutto di castagni e di roveri. Negli scorsi tempi vi si trovavano numerose pernici, beccaccie, tordi e lepri; ma per l’abuso delle reti e dei lacci, ora vi scarseggia ogni sorta di selvaggiume. Non solo il capoluogo di questo comune ha il vantaggio di una chiesa parrocchiale, anticamente eretta in collegiata, ma hanno pure una parrocchia loro propria le tre sopra indicate frazioni; il parroco di Salussola è insignito del titolo di preposto, ed ha la qualità di vicario foraneo; quello di Aro chiamasi pievano; quello di Vigelio è denominato preposto; il parroco di s. Secondo ha il titolo di arciprete. Gli abitanti vendono le loro derrate per lo più sui mercati di Biella; ma è da osservarsi che il loro comune otteneva il privilegio di due annue fiere da tenersi la prima il 25 di maggio, e la seconda il 23 di settembre. Cenni storici. Nell’Ottomano diploma del 999 già da noi citato più volte, questo villaggio è detto Saltinola. Nel di stretto di Salussola esiste l’antico Brigantum, che è una regione montuosa, già molto imboschita, e circondata da collinette e da piccoli poggi: ancora in oggi si denomina Briang, dal celtico Brian, indicante colle, oppure dall’antica voce Briga, ponte; perocchè il vetusto ponte in sull’Elvo, che vi scorre da presso a tramontana, collegava verso greco l’estremità di essa regione col luoghetto di Ara, ora denominato Aro. La positura di questo paese non molto lontana dalle alpi, ed antiche iscrizioni romane ivi discopertesi, non che locali circostanze han fatto credere che ivi esistesse un bosco sacro; Cluverio fra gli altri vi collocò il Luco di Apolline rammentato da Stazio: di questa opinione fu anche il nostro Durandi; ma cangiò poi di parere riflettendo che a questo sito non puonno applicarsi i versi di Stazio; perchè la cima del monte, del cui bosco sacro egli parla, siccome visibile insino a Roma, non può per niun modo convenire alle alpi nostre. Nello stesso distretto di Salussola, superiormente al casale di Aro, esisteva Puliacum, villaggio scaduto, che per altro ancor sorgeva nel secolo XII; come apparisce da una bolla di papa Urbano 111 del 1° di giugno 1186, nella quale si rammemora Plebs Puliaci. Tra gli antichi signori di Saluzzola, ed il comune di Vercelli nacque una grave contesa per una causa di molto rilievo: nel colle di questo villaggio, che in vecchie carte è detto Monte Asolate eransi discoperte miniere d’oro, d’argento e di azzurro, di cui è fatto cenno in documenti nel 1230: i signori di Salussola pretendevano di ricavarne quel maggiore profitto che per loro si potesse, ma i vercellesi allegando gl’imperiali diplomi emanati a questo riguardo in favore della loro chiesa, ottennero che loro fossero cedute quelle miniere novellamente scoperte, e fecero quindi un contratto con alcuni Bressani per lavorarne i metalli. A malgrado della feudale giurisdizione che avevano su questo luogo i suoi antichi signori, che denominavansi di Salussola, veggiamo che l’imperatore Federico l con diploma del 1152 confermava ad Ugucione vescovo di Vercelli Saluciolam cui» suis pertinenciis; e la stessa cosa faceva poi nel1191 Arrigo IV a favore di Alberto Guala vescovo della medesima città. In giugno del 1412 il marchese di Monferrato mandava da Genova agli uomini di Salussola un decreto, con cui loro proibiva, sotto pena di morte, di prestare in qualunque modo soccorsi ai veneziani. Salussola godeva del vantaggio di particolari statuti, e di privilegi, statile conceduti dal 1376 al 1582, e confermati posteriormente. Si conservano manoscritti nei R. archivii di corte. Nativo di questo capoluogo di mandamento fu l’esimio letterato Baldassarre Novellini, che visse ai tempi del celebre Leone Pietro, come apparisce da un epitalamio di lui, ove dice che Novellini grammaticam et artem oratoriam Meàiolani jam multos annos non sine honestissime nomine et fama docuisse circa annum 1490. Ebbe anche i natali in Salussola Gioanni Bartolomeo Giordanino, che laureatosi in ambe leggi con molta distinzione in questa regia università, vi venne aggregato al collegio di giurisprudenza nell’anno 1641. Questo paese fu eretto in marchesato, e compreso nell’appannaggio dell’augusta casa Savoja-Carignano.

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