Accadeva 20 anni fa – Con il trio sul sagrato della chiesa sabato alle 21 si inaugura il cartellone della stagione musicale estiva di Salussola


Salussola 17 giugno 2013. Con il trio sul sagrato della chiesa sabato alle 21 si inaugura il cartellone della stagione musicale estiva di Salussola. Riproponiamo un articolo del 10 giugno del 1993 apparso sul giornale La Stampa. E’ una cronaca di ventanni fa, quando ancora il Comune di Salussola aveva qualche soldo e proponeva cultura.
Tocca al Trio Ghedini l’onore di inaugurare la terza stagione concertistica di Salussola che, dopo la cornice agreste delle passate edizioni, viene ora ospitata nel sagrato della chiesa della Beata Vergine Assunta. L’appuntamento è per sabato sera alle 21 : i biglietti costano 10.000 lire, con prezzo ridotto a 5.000 per gli studenti. Il Trio Ghedini da undici anni è una delle più solide formazioni cameristiche in circolazione. Si dedica alle musiche per violino, violoncello e pianoforte. Il violinista Massimo Marin, dopo una lunga attività con prestigiose orchestre (Regio di Torino, Trento e Bolzano, Pomeriggi Musicali e Angelicum di Milano, da Camera Italiana, Solisti Veneti, ecc), ha preferito coltivare quella del solista e dell’insegnante nel Conservatorio torinese. Al violoncello c’è Sergio Patria, che a Salussola è (letteralmente) di casa. Già prima parte in orchestre estere, ora ricopre 10 stesso ruolo al Teatro Regio di Torino, città in cui ha anche una cattedra di Conservatorio. Anche la pianista Elena Ballario, moglie di Patria, ha radici a Salussola: vanta tra l’altro la frequentazione delle lezioni di perfezionamento con Pier Narciso Masi e un gran numero di concerti. Nel vasto repertorio per trio, 11 Ghedini ha scelto due autori cari al pubblico come Mendelssohn e Ciaikovskij. Di Mendelssohn sarà eseguito il «Trio in re minore op. 49», formalmente perfetto e apprezzato anche dallo schizzinoso Schumann, parcamente perfetto per quanto riguarda la ripartizione dei volumi e dei «pesi» fra i tre strumenti impegnati, anche se qualcuno vi ravvisa una certa mancanza di profondità. Ma altri vi hanno veduto la concretizzazione artistica di un principio enunciato dal compositore stesso: «Il corso dell’arte musicale non ha nulla in comune con il corso della scienza, della filosofia, della religione, della politica; esso risponde solo alle naturali leggi del progresso artistico: quelle della nascita, della crescita e del declino». Rilevanti differenze, naturalmente, caratterizzano l’opera che sarà eseguita successivamente, il «Trio in la minore op. 50» di Ciaikovskij. Questo genere di lavoro non persuadeva affatto il compositore, che esitò di fronte alla richiesta esplicita in tal senso da parte della benefattrice Nadezda von Meck. Quando si risolse a scriverlo sull’onda dell’emozione per la morte dell’amico Nikolaj Rubinstein, ne nacque un capolavoro in due soli movimenti: il primo a carattere elegiaco che ritorna poi in chiusura del secondo, articolato in forma di tema con 12 variazioni “. Leonardo Osella
(dal giornale La Stampa del 10.06.1993 – numero 158)

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