Quando tra le regioni San Lorenzo e Campagnola, verso Massazza, c’era un fortilizio detto il ” castrum puliaci “

Puliaco villaggio scomparso appena oltre il sottovia ferroviario verso Massazza

Salussola 3 ottobre 2015 – Quando tra le regioni San Lorenzo e Campagnola, verso Massazza, c’era un fortilizio detto “castrum puliaci “. A Puliaco c’era anche un castrum, non un vero e proprio castello come possiamo intendere ora, ma un piccolo luogo fortificato o un fortilizio. Non ci sono molti documenti che citino questo ” castrum “, ma uno dei più vecchi é senz’altro il Diploma di Federico I Barbarossa datato 1° marzo 1155, dove sono citati i ” Castri Puliatij e Saluzoliae “, che vennero tolti alla Chiesa Vercellese per essere donati ai fratelli conti Bonifacio e Giovanni di Biandrate. Nel 1243, Puliaco parrebbe essere giurisdizione degli Avogadro di Collobiano, perché non risulta essere tra i possedimenti che il legato pontificio Gregorio da Montelongo, essendo vacante il potere vescovile Vercellese, vendette a Rufino Avogadro di Collobiano quale rappresentante del Comune di Vercelli. In data 25 marzo 1265 i fratelli Giovanni e Filippo, figli del fu Rufino Avogadro di Collobiano, fecero la divisione dei beni paterni; Filippo ebbe il castello di Massazza e Puliaco, però non sappiamo se l’intero villaggio o solo il castello. Ancora un altro documento, questo del 1325, ci fa sapere che alla nomina di certo fra Egidio ad abate della basilica di Sant’Andrea di Vercelli, i suoi oppositori accorsero al papa per impedirne la nomina, sostenendo che alcuni canonici di Sant’Andrea erano tra le truppe che assalirono il castrum di Puliaco. Altro documento datato 14 luglio 1361 dell’archivio Bulgaro di Biella, riguardante alcune donazioni di beni siti sui territori di Puliaco e di Salussola, ci fa sapere che Puliaco era un centro da cui partivano strade per Salussola, per Verrone, per Massazza e per Villanova, e aveva un proprio fortilizio, ma non è dato sapere se ancora in piedi o in rovina. Il fortilizio era dislocato, verso la strada per Verrone, in un luogo chiamato Motam, dove cerano delle vigne, un mulino sulla roggia (molendinum de la mota) e gli Alciati avevavo dei terreni. Alcuni interessanti dati riguardanti la zona: ” … de pecia una terre plantare vitibus … ab alia parte rugia molendini … in dicto territorio ubi dicitur ad Motam cui coher … et ab alia via qua itur veronum … a duabos partibos dominus de Alzatis … un terreno situato subt. prope illud, e la esplicita menzione del castrum Puliaci e della villa, sono riportati anche dal Lebole nella Storia della Chiesa Biellese. Cercando tra le mappe catastali più antiche del Comune di Salussola, per dargli una collocazione geografica sul territorio, lo si deve cercare nei dintorni della vecchia strada che portava a Verrone, ma qui non c’è riscontro esplicito di un luogo chiamato Motam, ma un altro attinente all’orgomento denominato Castelletto. Da un’attenta consultazione è emerso che nella regione di Pugliacco non c’erano le ” risare ” , ma vigne, campi e boschi, e la dicitura ” motta ” riportata tra il campo San Lorenzo e Castelletto, che veniva riferita ad alcune strade ed a una roggia. La nostra attenzione è andata ad un rudere, dalla forma absidata, che si eleva all’interno di un boschetto, su uno sprone alluvionale del terreno, laterale alla strada provinciale Salussola-Massazza . ” Motam ” è un’indicazione di un’altura o cosa simile. Nell’anno 2000, Giovanni Sommo sul libro ” Luoghi fortificati fra Dora Baltea, Sesia e Po “, edito dal Gruppo Archeologico Vercellese ebbe a scrivere: ” Ricognizioni accurate hanno portato alla scoperta dei resti del castello situati a pochi passi dalla strada provinciale Salussola-Massazza. Su di un ripido rialzo di forma allungata sono visibili i resti di una torretta semicircolare sporgente del diametro di circa metri 4,20 costruita in ciottoloni di fiume segnati da corsi regolari di laterizi con feritoia quadrangolare bordata da laterizi. Il tipo di muratura riporta ad esempi tardo duecenteschi della zona. A poche decine di metri a nord est sono rilevabili i resti di un altro tratto del recinto formato da ciottoli legati con malta, dello spessore di un metro circa, che forma un angolo ottuso. Sul pianoro sono visibili accumuli di ciottoli dovuti alla disgregazione delle strutture murarie. […] “. Nelle prossimità del rudere, partono strade quali la Campagnola, che da un lato conduceva a Massazza e dall’altro a Verrone, Vigellio in quel tempo non esisteva. L’altra strada si trova in mezzo ai campi, e si imbocca sulla destra, appena passati dalla strada che porta a San Lorenzo, e porta a Cereje, Private, Arbonaud, Arro e Villanova.  E in regione Aunei, attigua a Pugliacco, fino ai primi anni del 1800 c’era un ponte di assi di legno che attraversava il torrente Elvo, qui diramificato in tre alvei, che veniva chiamato “ ponte degli Aunei “, e dipartivano strade per Salussola, Verrone, Massazza e Villanova. Questo rudere parrebbe essere stato il castrum di Puliaco, ma per stabilirlo ufficialmente bisognerebbe intraprendere una campagna di scavi archeologici. Le lotte tra Guelfi e Ghibellini, con la famosa guerra di Salussola del 1312, devastarono fortemente l’abitato di Puliaco, tanto che a poco a poco fu abbandonato dai suoi abitanti, come avvenne anche per i villaggi di Private e d’Arro, e nella prima metà del secolo XV risultava già abbandonato. Un altro documento del 1361 accenna nuovamente del fortilizio di Puliaco, ma non dice che è rovinato, e questo è in contraddizione, perché la guerra di Biella contro Salussola, iniziata nel 1312 e terminata con la firma della pace del 1343, avrebbe dovuto distruggerlo se questo non fosse stato degli Avogadro. Gli Avogadro erano i capi della lega guelfa che fecero guerra a Salussola ghibellina, perché insieme ad altri feudi non prese le parti del vescovo Uberto Avogrado, che rifugiatosi a Biella formò un esercito.

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di Claudio Circolari; Blogger, Storico Locale, Fotografo Amatoriale; Collaboratore Parrocchiale; Volontario Sociale: Tutto a titolo gratuito, senza scopi di lucro, ma solo per fini sociali

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