Curiosità Storiche: Dai bornelli al bornello della piazza

Salussola 17 luglio 2020 – Curiosità Storiche: Dai bornelli al bornello della piazza.  Fin dall’alto medio evo, l’acqua arrivava all’interno del borgo di Salussola dalle sorgenti del Casetto o casotto di Prelle, attraverso a delle condotte costruite in laterizio fin dalla fonte. Le prove sono in alcuni riaffioramenti in regione Montalbrino ed in alcuni ritrovamenti casuali nel cantone Casazza e lungo l’asse della vecchia Strada Maestra, l’ultimo dei quali risale al 2007, quando durante i lavori di manutenzione alla rete fognaria, in Piazza Cesare Nani fu rinvenuto un condotto laterizio dalla lunghezza di circa 57 cm. per un diametro di 13 cm. con evidenti residui di cocciopesto, usato per l’incastro tra l’uno e l’altro condotto. Le polle d’acqua venivano convogliate all’interno di una vasca, racchiusa all’interno di un basso edificio, da questi il nome di casetto, che diede il nome anche alla regione. In epoche successive, le acque venivano convogliate all’interno dei bornelli, che erano dei manufatti semilavorati di granito a forma di parallelepipedo, sui quali, con le attrezzature dell’epoca, veniva ricavato un mezzo tondo dal diametro interno di un’oncia. Il manufatto veniva appoggiato all’interno di uno scavo, gli estremi avevano degli incastri maschio femmina che venivano sigillati, come pure le altri parti combacianti e poi coperti con tavelle o lastre di granito. Dal Casetto di Prelle, la condotta lambiva il Montalbrino e il Lajasso, fino ad arrivare al sentiero dei Mazzucchi, e lo costeggiava fino alle porte del borgo. Il vallo della collina, ricavato per farvi scorrere la strada che tende a Cerrione, veniva superato a mezzo di una porta od arco, dove sopra erano piazzati i bornelli. Superato il vallo, la condotta entrava nella proprietà detta la ” Vigna del Principe “, e con molta probabilità l’acqua veniva raccolta in una cisterna, e da questa diramata nelle abitazioni, almeno quelle più abbienti. I segni eloquenti di una cisterna d’acqua, che non è mai stata individuata, emersero durante i lavori stradali tra la ex Via Principe di Carignano e Via Duca d’Aosta, per la fuoriuscita di acque limpide dal terreno, che non erano quelle dell’acquedotto. Ma poiché a causa della guerra in corso ” l’acqua ha cessato il suo corso “, nel 1666, il Consiglio Comunale di Salussola ordinò di ” far fare un nuovo livello per la condotta dell’acqua “. Ma l’opera non si realizzò subito perché mancavano i soldi. Il sindaco riferiva: ” come questo luogo resta sprovvisto di acqua, cosa tanto necessaria al genere humano, senza la quale non si puol vivere “, e che gli antenati ” fecer correre l’acqua dalla fontana di Prelle per i bornelli in questo luogo ” ad uso e beneficio del popolo. Fu per questo che nella seduta del 12 marzo 1676, il Consiglio Comunale, era sindaco Bernardino Giordanino, desiderando ripristinare l’opera, decise di chiamare il mastro Gaspare Cantone di Graglia. Il mastro Gaspare accettò di operare secondo i dettami del Consiglio, purché la Comunità di Salussola gli procurasse tutto il necessario per i bornelli. Gaspare Cantone non agì in autonomia, ma si avvalse dell’opera del mastro Carlo Astrua. La Comunità, fu tenuta a far abbattere tutte le piante che furono necessarie allo scavo per i bornelli, ed il maestro farle a pezzi. A ” far fare il cavo dove sarà il corso dell’acqua dall’occhio della fontana sino sotto il livello che dicesi fatto dal fu Alfonso Langosco “. Alfonso Langosco nel maggio del 1667 presentò un’istanza alla Comunità per ” por fine al cavo del nuovo livello della fontana che pigliava l’acqua vicino alla cassine di Prelle “. Con molta probabilità i lavori per il cavo avevano danneggiato le sue proprietà, per lamentarsi e chiederne la soppressione dei lavori, tanto che la Comunità di Salussola gli rimborsò 600 lire. Al Gaspare Cantone, la Comunità dovette fornirgli una casa ” comoda ” per abitazione, sia per lui che per i suoi operai, ” con letto e utensili necessari “, e a condurre sul luogo i legnami necessari per il fuoco. Il mastro era obbligato di forare i bornelli con ferri confacenti ,” il buco dei bornelli che sarà d’una oncia “, a collocarli ed aggiustarli. La Comunità gli diede 30 soldi ogni trabucco (mt. 3,086), con acconti durante l’avanzamento dei lavori, e tre ” botalli ” di vino. Finito il lavoro, il mastro Gaspare, si adoperò a proprie spese alla garanzia dell’opera per un anno. L’opera sarebbe stata ultimata entro 15 mesi. La data del 6 febbraio 1678 venne ritenuta importante dal Consiglio, poichè venne rilevato che ” si è data fine ” all’opera della fontana che scorre dalle cascine di Prelle a questo luogo nella piazza, per uso e beneficio pubblico. Alcuni cittadini presentarono istanza affinché si potesse abbeverare il bestiame, ma il Consiglio deliberò che qualora si fosse verificato un qualche abuso, questo sarebbe stato penalizzato con una multa di 2 scudi d’oro.

claudio.circolari@salussola.net

redazionale

 

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