La primavera è il momento migliore per scoprire la magia del Piemonte: sono molti coloro che rimangono affascinati da questi luoghi nascosti.
Il Piemonte si vive, e chi lo fa non lo dimentica. In questa stagione, grazie alle giornate più lunghe e al clima mite, è possibile godersi l’aria fresca e tutto ciò che la natura ha da offrire. Ma c’è di più: molti borghi piemontesi sembrano usciti da una fiaba, eppure sono ancora liberi da quel turismo di massa che spesso trasforma la bellezza in stress.
È anche per questo che questi luoghi vengono invidiati e amati. Un esempio? Il turismo post-matrimoniale: come riportato da Torinocronaca.it, il Piemonte è sempre più scelto da neo sposi stranieri in viaggio di nozze.
E non sono solo i piemontesi a lodare le meraviglie della propria terra. Anche Informacibo.it ha celebrato i borghi dell’Alto Piemonte, sottolineando come siano mete perfette per rilassarsi nella natura, tra buon cibo, paesaggi mozzafiato e – perché no – un bicchiere di vino.
Non serve necessariamente andare lontano per sentirsi in vacanza. A volte basta rallentare. Ecco, l’Alto Piemonte è uno di quei luoghi dove il tempo sembra prendersi una pausa, lasciandoci il piacere di assaporare ogni cosa – dai panorami ai piatti tipici.
Tra i migliori segnalati c’è Orta San Giulio. Ci si perde nei suoi vicoli acciottolati mentre il profumo del pesce persico al burro e salvia esce dalle cucine vista lago. Basta salire su una barchetta e raggiungere l’isola di San Giulio per capire la bellezza del silenzio. A Rosazza invece regna il mistero: archi gotici, simboli massonici e una storia affascinante incastonata tra le montagne. Ma anche una cucina rustica e decisa, fatta di polenta concia e dolci alle noci.
Poi c’è Candelo, con il suo ricetto medievale perfettamente conservato. Sembra un set cinematografico, ma dentro si respira la vita vera: formaggi come il maccagno, salumi locali e vini che sanno di tempo e territorio, come il Lessona. Per chi ama la natura e i profumi di legno e sottobosco, Rassa è un invito alla lentezza: una passeggiata lungo i sentieri e una sosta per assaggiare panissa e formaggi d’alpeggio fanno il resto.
E infine, ma solo sulla carta, Vogogna: borgo nobile e selvaggio insieme, affacciato sul Parco della Val Grande. In questo luogo si cammina, si respira e si brinda con un calice di Prünent, il Nebbiolo alpino dal carattere fiero e sincero.
Che dire, qualunque sia la meta prescelta e da dove si parte, vale la pena fare un salto in uno di questi luoghi per trovare una nuova connessione, quella con la natura.
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