Il mondo è pieno di luoghi magici, ma in Piemonte pare ce ne sia uno che lascia il segno: chi lo scopre, non vuole più andare via.
C’è una regione italiana che in questi anni sta conquistando l’attenzione di tutti. Non con spot turistici, non con la spinta social, ma con la sostanza. Si chiama Piemonte, e da qualche anno a questa parte ha iniziato a farsi notare – per davvero. Basta guardare i numeri: nel 2023 si sono registrati oltre 6 milioni di arrivi e più di 16 milioni di presenze. Un incremento netto rispetto all’anno precedente, spinto anche dai turisti stranieri, che arrivano sempre più numerosi dalla Germania, dalla Francia, persino dagli Stati Uniti.
Il motivo? Il Piemonte ha quello che molti cercano e pochi trovano: autenticità. Le Langhe con i suoi paesaggi da romanzo, le Alpi che sembrano dipinte, i laghi, le città d’arte, i borghi che non hanno età. Una regione che non ha bisogno di apparire per piacere. E che, proprio per questo, piace sempre di più.
E tra tutte queste meraviglie ce n’è una che sembra uscita da un libro di fiabe. Un piccolo borgo incastonato tra i monti, dove il tempo ha rallentato il passo.
Poco meno di duecento anime, un’altitudine che sfiora i 1.200 metri e un’atmosfera che non si dimentica. Usseaux è uno di quei posti che, una volta visti, restano addosso. Si trova nella Val Chisone, e non ha bisogno di grandi attrazioni turistiche per stupire: qui basta guardarsi attorno.
Le case in pietra, i tetti in lose, i balconi fioriti. E poi loro, i murales: ce ne sono ovunque. Dipinti sulle facciate, sulle stalle, sulle fontane. Raccontano storie di montagna, scene di vita quotidiana, animali, proverbi.
Ma Usseaux è anche molto di più. In quei 1.200 metri c’è anche il vecchio forno comune, il lavatoio in pietra, il mulino che sembra appena uscito da un’altra epoca. E c’è la chiesa di San Pietro, che da sempre veglia sul borgo, rimanendo uno dei punti focali per i cittadini. Qui regna la natura e il relax. Nessun rumore, se non quello del vento e dei passi sui ciottoli.
Tutto attorno, boschi e sentieri che portano dentro il Parco Orsiera-Rocciavrè e il Gran Bosco di Salbertrand. Perché sempre più turisti stanno scegliendo mete di montagna come Usseaux, rispetto a località affollate e ben più note? Beh, qui si cammina piano, si respira forte, e ci si ricorda com’è fatto il silenzio. Chi arriva, lo fa per curiosità. Chi torna, lo fa per nostalgia, è colui che cerca silenzio, natura, ma non solitudine. Perché Usseaux è così: discreto, contenuto, ma indimenticabile.
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