30 anni fa seimila alpini iniziarono a lavorare per dar vita all’Anffas di Salussola

via gianinetto
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Salussola 7 novembre 2019 – 30 anni fa seimila alpini iniziarono a lavorare per dar vita all’Anffas di Salussola. ” Seimila alpini ricostruiranno il centro agricolo dell’Anffas a Salussola: un progetto impegnativo che, si prevede, potrà essere concluso soltanto nel 1992. L’iniziativa è stata presentata dal direttivo dell’associazione delle « penne nere » biellesi, nel quadro delle manifestazioni commemorative per il settantesimo anniversario di fondazione della sezione locale. « I lavori — ha detto Corrado Perona, presidente dell’Ana — inizieranno presto. Il progetto di ristrutturazione è già stato redatto e quanto prima vi sarà l’installazione delle serre. Successivamente lavoreremo a gruppi, secondo le esigenze e le competenze, vale a dire utilizzando manodopera specializzata. Laddove vi fossero delle necessità particolari che i nostri alpini non potessero affrontare, faremo ricorso ad altre imprese. Ma pensiamo che non ne avremo bisogno ». Per l’intera operazione, la spesa prevista è di circa 300 milioni di lire. La cascina Carrubi, lascito della famiglia Mario Gianinetto all’Anffas, è al centro di una superficie di appezzamenti di 60 mila metri quadrati. Quasi una cittadella destinata al lavoro dei portatori di handicap adulti e alle persone in difficoltà, che cercano il contatto con la natura. Vi verranno svolte attività agricole e florovivaistiche. « Il centro — dice ancora Corrado Perona — comprende anche un fabbricato che potrà ospitare in permanenza una dozzina di persone, ma nel suo complesso ha bisogno di una serie di strutture destinate alla vita comunitaria ». Gran parte degli edifici attualmente esistenti saranno completamente modificati. Da uno degli immobili più capienti saranno ricavati due locali, rispettivamente per la commercializzazione dei prodotti agricoli e per il ricovero delle attrezzature. Una seconda costruzione, oggi in condizioni di degrado, verrà destinata ad ospitare un centro didattico. « L’Anffas — spiega il presidente dell’Ana di Biella — ha evidenziato la necessità di creare una scuola di florovivaistica e agricoltura per dare continuità e professionalità alle attività intraprese. Per ogni intervento verranno comunque seguite le indicazioni necessarie ad agevolare il lavoro degli ospiti ». Le serre saranno dotate di vetri antiurto e di piani di lavoro più bassi, mentre gli accessi degli edifici terranno conto di quanti, pur lavorando, debbono far ricorso alle carrozzelle: quindi niente barriere. All’opera di ristrutturazione parteciperanno tutti i 72 gruppi alpini in cui è suddivisa la sezione biellese dell’associazione. Alle seimila « penne nere » si affiancheranno inoltre altri mille volontari che hanno risposto all’appello lanciato dall’Ana. « Il nostro motto — commenta ancora Corrado Perona — dice di onorare i defunti aiutando i vivi e questa ci è sembrata una buona occasione per farlo, impegnandoci anche manualmente nei lavori di ristrutturazione», [m. co.]  (01.11.1989) LaStampa – numero 250

Articolo tratto dall’archivio de La Stampa (grazie)

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di Claudio Circolari; Blogger, Storico Locale, Fotografo Amatoriale; Collaboratore Parrocchiale; Volontario Sociale: Tutto a titolo gratuito, senza scopi di lucro, ma solo per fini sociali